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Un caso di biorisonanza

Le Ricerche

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Un caso di biorisonanza

Quello che segue č il resoconto di un'esperienza del tutto casuale, presso l'ambulatorio veterinario del dott. Damosso di Asti, durante i primi mesi di sperimentazione del sensore Karnak.
Prima di visitare alcuni degli animali ricoverati, ho mostrato il funzionamento del sensore ad un collega, effettuandogli un paio di test.
I risultati ottenuti erano assolutamente anomali, almeno per una persona sana, come era il nostro caso; a questo punto č stato rifatto il setup numerose volte, con altrettanti test, prima riferiti al collega e poi a me stesso, e i risultati continuavano ad apparire semplicemente assurdi.
Dei grafici acquisiti, ritenendoli non attendibili, ne ho salvato solo uno ottenuto dopo l'ennesimo setup, riferito alla collega e riportato qui di seguito:





Nel grafico (1) risulta subito evidente come tutte le colonne riferite agli organi siano abbondantemente sotto lo zero, risultati del genere appartengono sempre a soggetti molto debilitati, nel nostro caso non potevano ritenersi validi.
La prima ipotesi fatta vedeva inquisito il sensore o qualche interferenza elettromagnetica generata dagli apparecchi elettrici all'interno della stanza, ma come ho detto prima i risultati erano molto strani tanto da non giustificare completamente nč la prima nč la seconda ipotesi.
Nella sala chirurgica un paio d'ore prima dall'inizio dei test era stata eseguita una splenectomia ad un cane, un meticcio di circa 45 kg;
l'organo collocato in un contenitore metallico adeguato, era stato lasciato nella stanza dove mi ero organizzato con i miei strumenti e distava circa un metro e mezzo da dove avevo sistemato il sensore.
Inizialmente l'organo era stato ignorato in quanto:
-non intralciava l'esecuzione dei test,
-avevo dato per scontato che non ne potesse alterare i risultati.
La milza aumentata di volume (circa il doppio del normale) e di colore molto scuro con margini arrotondati, al taglio evidenziava un colore rosso diffuso indice di un interessamento della polpa rossa, segni di una flogosi attiva.
Nonostante continuassi a ritenere inverosimile l'idea della milza come causa dell'interferenza, la spostai in una stanza vicina e ripetei setup e test, con mia sorpresa i valori ritornarono normali.




Conclusioni

1) Da quanto sopra descritto ci sono buoni motivi per considerare l'organo malato come causa probabile dell'interferenza che ha impedito il normale svolgimento dei test;

2) Le alterazioni organiche, verificatesi per biorisonanza tra il soggetto in esame e la milza malata sono l'espressione di una comunicazione cellulare di tipo elettromagnetico, trattata in medicina quantistica ma ancora poco o nulla discussa a livello accademico.

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